Open Daily 9:30–6:00, Monday Until 8:00
Stati della materia
14 Settembre — 12 Ottobre 2021
Daniele D'Acquisto - Strings - 2011 - legno sbiancato mobile - dimensione variabile
Francesco Fossati - Scultura Bacche Nere 02 - 2019 - carta e diversi tipi di bacche nere bollite - 16 x 5 x 29 cm
Natalino Tondo - Post criptico - 1981/1985 - tecnica mista su carta
Pietro Fogliati - La macchina che respira - 1990
Vittorio Messina - Colonne - dimensioni variabili
Il progetto si concentra sul lavoro di sei artisti, giovani o storicizzati, che hanno impostato tutto il proprio percorso attraverso una ricerca sistematica sulla sperimentazione dei materiali e della loro epidermica capacità di generare forme e significati strettamente legati alla loro stessa genesi. Dal marmo al pigmento, dal legno all’alluminio, dal ferro al cartone, dalla plastica ai materiali organici: le opere in mostra propongono una panoramica di affiancamenti e contrapposizioni, in una costante dialettica tra energia propulsiva e stato quieto delle forme. Dall’installazione alla scultura, dalla pittura al disegno, i sei artisti protagonisti di Stati della materia sono presenti nello spazio con opere paradigmatiche dei loro percorsi individuali, ma la mostra è anche l’occasione per investigare inedite accoppiate, nate per affinità e contraddizioni intrinseche ai loro stessi lavori: Messina – Tondo; Fogliati – D’Acquisto; Viale – Fossati.
Si transita dalle colonne monumentali di metallo di Messina – che ritmano il grande spazio d’ingresso della galleria, dialogando con le forme primarie delle opere di Natalino Tondo (grandi carte legate a una sua ricerca sulle galassie): tra tridimensionalità e bidimensionalità si intesse un’architettura di strutture che riflettono sulla loro stessa natura –, alle grandi tele e alle sculture “ecologiche” di Francesco Fossati; dalla progettualità meditata dei disegni di Piero Fogliati alle sue sculture in cui luce e movimento sono parti integranti di un pensiero radicale del fare scultura attraverso persistenti dissolvenze. Si transita poi dalle Stringhe e dalle opere bidimensionali del ciclo Forming di Daniele D’Acquisto – indagini sul rapporto tra oggetti e spazio, misurazioni costanti attorno alle radici proprie della scultura – ai marmi germinali di Fabio Viale.
