Open Daily 9:30–6:00, Monday Until 8:00
DE COLORIBUS
Solo Show di PAOLO BASSO
Inaugurazione 25 06 2026 ore 18_22
Paolo Basso ritorna in galleria con un solo show: ‘De Coloribus’, che mette a fuoco il pensiero digitale dell’artista stesso, che spazia tra scienza, arte e analisi sociale. Ora Basso pone il suo lavoro al centro delle sue riflessioni in rapporto con l’esperienza espositiva vissuta con la Galleria a Torino e maturata nel tempo fino alla presente personale, terza in ordine di successione, dopo Mitosi N. 20 e AcronimoCromia presentate nel 2024. Nella prima, ha proposto un’installazione video consistente in un’opera proiettata in loop accompagnata dal brano Roots Wide Web, scritto da Max Casacci (Torino, 1963) per l’album Earthphonia, che trasforma il colore in un processo percettivo esperienziale fondato sulla dinamica trasformativa degli atti di composizione e ricomposizione dei colori che accadono di fronte ai nostri occhi senza soluzione di continuità. Con una certa sorpresa, nella seconda, il bianco e il nero, analoghi a luce e ombra, si relazionano tra loro in uno stato di tensione che consentiva all’osservatore di immergersi in spazi diafani di realtà cosmica, nei quali si è attratti apparentemente da ciò che non c’è (ovvero il colore), proiettandoci ai confini di luoghi interstellari fascinosi, in cui si incontrano quelle singolarità o punti di collasso dello spazio-tempo, che nella ricerca visiva di Basso si trasformano in un punto di contatto propriamente non rappresentabile tra l’essere e il nulla.
Che cosa ci riserva questa nuova mostra di Basso? Paolo ci accompagna in una riflessione: alla vitalità intensa e combinatoria dei colori si contrappone il mondo (incolore) della “videosfera”, in cui siamo tutti intrappolati e che ci spinge ad azioni compulsive, trasformandoci in bulimici consumatori di immagini, in divoratori di miriadi di pics che scrolliamo quotidianamente e instancabilmente sugli schermi ammaliatori dei nostri smartphone senza differenziazioni di valori di nessun tipo. Ecco allora l’idea dell’artista di dare spazio – nel contesto dell’installazione immersiva, perno del percorso espositivo della sua personale – a questa furia incontrollabile e disordinata di flussi informativi interminabili, sottoponendoli al nostro sguardo come un insieme assiepato di scarti del visivo di cui facciamo parte, restituiti rigorosamente in bianco e nero.
Enrico Perotto, che ha esteso un testo critico sulla mostra dice che tali ‘bombe digitali’, anestetizzano le nostre capacità reattive e ci rendono sempre più dipendenti dalla ‘videocrazia’ che ci circonda. In ultima analisi, il lavoro digitale di Paolo Basso, da intendere come un’originale espressione delle forme più attuali della New Media Art, istituisce uno stretto dialogo tra il mondo reale e il digitale, dando origine a un’idea personale di medium come luogo di accadimento di relazioni, di scambio di pensieri e di possibilità di interagire con i dati digitali potenziandone la loro precipua proprietà.
Il logo della mostra, ideato da Paolo Basso interpella da Aristotele a Newton, ma noi ci fermiamo qui ad osservare le opere, per gli approfondimenti vi rimando al dotto testo di Enrico Perotto e al testo dell’artista stesso che alimenta il volume d’artista ‘De Coloribus’.
