Open Daily 9:30–6:00, Monday Until 8:00
DIALOGHI DELLA MATERIA
AMADOR / CAMPANO / LOOTZ
Dialoghi della materia
Opening 29 novembre 2025
18 – 21
Amador, Miguel Ángel Campano, Eva Lootz, Glaser/Kunz, Fabio Viale e Daniel Spoerri
Gagliardi e Domke Contemporary + Galería Maior
A cura di Francesco Giaveri
La collaborazione tra APC – Art Palma Contemporani e TAG – Torino Art Galleries trasforma la Galleria Gagliardi e Domke in un crocevia mediterraneo tra Maiorca e Torino. Le opere di Amador, Miguel Ángel Campano ed Eva Lootz, artisti della Galería Maior, incontrano quelle degli artisti rappresentati dalla galleria torinese, Glaser/Kunz, Fabio Viale e Daniel Spoerri, in un dialogo di forme, energie e materiali.
L’iniziativa porta tre artisti rappresentati dalla Galería Maior a dialogare con i lavori di Glaser/Kunz, Fabio Viale e Daniel Spoerri. La mostra diventa così un luogo d’incontro tra artisti con una grande traiettoria e approcci personali e rigorosi ai materiali (marmo, piombo, alluminio, ferro…), attraverso i linguaggi della scultura, della pittura e dell’installazione. Nello spazio quadrato della Galleria Gagliardi e Domke confluiscono esperienze e sensibilità diverse attorno a una profonda riflessione sul linguaggio. Queste opere riescono a trasformare la materia in un’esperienza condivisibile. Gli artisti della Galería Maior di Mallorca (nel nord dell’isola, a Pollença) e quelli della galleria ospitante intrecciano linguaggi diversi attorno a una medesima tensione: restituire alla materia la sua voce più evocativa e irriducibile.
Miguel Ángel Campano: il ritmo della pittura
Campano (Madrid, 1948 – Cercedilla, 2018) è una figura fondamentale della pittura spagnola ed europea; ha costruito un percorso libero da classificazioni, muovendosi tra astrazione e figurazione, gesto e struttura. Negli anni Novanta la sua opera si riduce all’essenziale: il colore lascia spazio al bianco e nero, la forma diventa geometria e la pittura si apre a una dimensione quasi musicale. In Elías (d’après Daniel Buren) (1996–1999) l’artista indaga la pittura come ritmo e linguaggio infinito, capace di dialogare con l’installazione attraverso pochi toni monocromi e una costruzione spaziale modulare.
Eva Lootz: la materia come linguaggio
Lootz (Vienna, 1940) è un’artista di straordinaria complessità che ha intrecciato fin dall’inizio materia e pensiero. Formatasi in regia, musicologia e filosofia, si trasferisce a Madrid alla fine degli anni Sessanta e sviluppa una ricerca che indaga il valore sensibile della materia — cotone, terra, semi, paraffina, piombo — in rapporto al linguaggio, al tempo e alla natura. Le sue installazioni e sculture coinvolgono lo spettatore in esperienze percettive in cui il gesto contiene un’ampia riflessione e la materia si fa voce.
Amador: materia in pulsione
Nato a Pollença nel 1957, Amador esplora l’essenzialità del segno e la tensione del gesto, in un equilibrio costante tra energia e materia, tra costruzione ed evanescenza. La sua ricerca oscilla tra leggerezza e densità, tra vuoto e sedimentazione. Nelle sue opere, spesso realizzate in resina poliestere, il colore si fa corpo e la superficie diventa luogo di accumulazioni e sottrazioni. Con Campano condivide la tensione verso la riduzione e il silenzio del segno; con Lootz, la capacità di trasformare la materia in linguaggio e spazio percettivo.
Dialoghi e corrispondenze
Le opere di Amador, Campano e Lootz dialogano con quelle di Glaser/Kunz, Viale e Spoerri, creando un percorso espositivo ricco di corrispondenze – e talvolta di contrasti – formali e concettuali. Grazie al raffinato trattamento del marmo di Fabio Viale, alla dimensione magica ed atavica del ragazzo che avanza con l’aratro di Spoerri e allo storytelling delle talking heads nell’auto di Glaser/Kunz, la mostra diventa così un incontro tra storie e territori, tra isola e città, tra pittura e installazione e, in particolare, sulle possibilità della scultura. Uno strano viaggio in cui la materia recupera protagonismo e il gesto artistico si fa testimone di un’indeterminazione fertile, che invita a mettersi in moto, a spostarsi ancora, a cercare con maggiore attenzione.
